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Animazioni e incantamenti. Ediz. illustrata   € 26,00
 
  Gianni Celati,Carlo Gajani
       
 
ISBN   9788899793166
     
Editore   L''orma
   
Collana   Fuoriformato. Nuova serie
     
Genere   Prosa letteraria
     
Pubblicazione   2017
     
Disponibilità   In commercio, di facile reperibilità

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  "Animazioni e incantamenti" si apre con "Il chiodo in testa La bottega dei mimi", uno stralunato romanzo epistolare dalla forte componente erotica e una serie di (pseudo) didascalie "teatrali" a corredo di azioni mimiche Due testi mai più riproposti dal 1974 e dal 1977 - quando vennero pubblicati da una raffinata sigla di edizioni d'arte, la Nuova Foglio Editrice di Poi lenza -, due «oggetti soffici» impossibili da circoscrivere e definire (fotofarse? mimoromanzi?) e sostanziati del rapporto - obliquo, instabile, appunto «soffice» - fra le parole di Celati e le immagini di Carlo Gajani, che precedette Luigi Ghirri quale mentore del narratore nell'intersezione fra scrittura letteraria e immagine fotografica. In essi mai luna si fa didascalia, né l'altra illustrazione, vivendo invece di un felice rapporto di insubordinazione reciproca. Seguono, nel volume, un'ampia scelta di scritti, mai raccolti in precedenza, che Celati ha dedicato in un lungo arco di tempo (dal 1966 al 2005) alle immagini dell'arte e della fotografia, compresi alcuni dei bellissimi testi su Ghirri degli anni Ottanta e Novanta: a documentare un sodalizio celebrato e ormai storicizzato. Al di là del loro intrinseco valore, questi saggi - sul «parlato come spettacolo», il riso giullaresco, l'identità in maschera: «animazioni» sceniche e «incantamenti» contemplativi - sono con ogni probabilità i più importanti per capire un'avventura come quella di Celati che, sempre più, ci appare decisiva per il nostro presente e in cui gioca un ruolo cruciale - anche prima della "svolta" che lo ha portato negli ultimi anni a prediligere il racconto filmico rispetto a quello letterario - il pensiero sulle immagini e sul teatro. Nella materia visiva dei due iconotesti degli anni Settanta, come nella partitura concettuale degli scritti precedenti e successivi, ricorre la metafora teatrale. E il concerto fra scrittura e immagine è davvero un «teatro naturale» che - come quello di Oklahoma per Karl Rossmann, il profugo messo in scena da Kafka in America - ci propone, oggi come allora, un'ambigua quanto suggestiva ipotesi di salvezza.
       
Recensione a cura di: CONVEGNO Libreria Lettere inviate a Giovannina, amata d'amorosi sensi d'un sentimewnto tutto platonico, di cui s'immagina uan relazione con un fotografo che la ritrae negl'interni d'una casa, la macchinicità dell'eros e la raffinatezza di foto di Carlo gajani ch'inducono ad uan storia immaginata e fissata nella testa acciaccata di Z, foto di mimi-attori e maghi, voyeur, arresti e appunto incantamenti. Saggi sull'immagine e su che ... in quella che è una delle pubblicazioni caso del nuovo anno, davveros ensazionale, scorrevole, onirica et affabulante, per un libro che vi trascinerà senza sosta e tempo nei suoi meandri.