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Oppressione e libertà   18,00
 
  Simone Weil
       
 
 
ISBN   9788897806912
     
Editore   Orthotes
   
Collana   Dialectica
     
Traduttore   L. Basile
     
Genere   Filosofia occidentale: dal 1900
     
Pubblicazione   2015
     
Disponibilità   In commercio, reperibilità non immediata

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Recensione a cura di: Orthotes RECENSIONE DI ALBERTO LEISS SUL "IL MANIFESTO" DEL 26 NOVEMBRE 2015 // Simone Weil, un corpo a corpo con il lungo Novecento. Saggi. Oppressione e libert di Simone Weil per le edizioni Orthotes. Nel Preludio ad una dichiarazione dei doveri verso lessere umano, il capolavoro scritto a Londra poco prima di morire mentre infuriava la seconda guerra mondiale tradotto in Italia da Franco Fortini con il titolo La prima radice (Lenracinement) Simone Weil scrive, com noto, una definizione demolitrice del marxismo. Un miscuglio di idee confuse e pi o meno false, al quale da Marx in poi, hanno contribuito quasi esclusivamente mediocri intellettuali borghesi. Qualcosa di inassimilabile e inutilizzabile dagli operai ai quali pure sarebbe rivolto, in quanto spoglio di ogni valore nutritivo, perch stato svuotato di quasi tutta la verit contenuta negli scritti di Marx. E evidente la distinzione tra Marx e il marxismo, cio soprattutto le declinazioni ideologiche, e anche dogmatiche del suo pensiero che la Weil aveva di fronte nei partiti comunisti e socialisti europei e nel regime stalinista in Urss. E tuttavia la sua analisi fu spietata anche nei confronti delle teorie dellautore del Capitale. Una rivisitazione del profondo e complesso rapporto tra Simone Weil e Karl Marx ora pi agevole grazie alle nuove traduzioni in italiano nel libro Oppressione e libert (edizioni Orthotes, introduzione di Lia Cigarini e Luisa Muraro, pp. 218, euro 18), che riprende il francese Oppression et libert, pubblicato da Gallimard nel 1955. Vi si possono leggere non solo il famoso saggio Riflessioni sulle cause della libert e delloppressione sociale, ma numerosi articoli, appunti, abbozzi e frammenti, scritti tra il 1933 e il 43, ultimo anno di vita della Weil, diversi dei quali introvabili da decenni, fino al testo incompiuto Esiste davvero una dottrina marxista? che potrebbe essere il suo ultimo saggio. Una vicenda del secolo breve. Questi scritti, legati dal filo rosso di un dialogo costante con Marx, sono introdotti da Lia Cigarini e Luisa Muraro, della Libreria delle donne di Milano, esponenti di un femminismo che fin dalle sue origini riattualizza lopera e la vita di Simone Weil (il titolo del libro che ne racconta la storia e le pratiche politiche, Non credere di avere dei diritti, una citazione della Weil). Perch questi testi che giungono dalla fase pi buia e tragica del secolo scorso ci parlano ancora, e con grande intensit? Perch rispondono Cigarini e Muraro il secolo breve aperto dal 1914 in realt assai lungo: non un solo capitolo della storia del ventesimo secolo pu ancora considerarsi risolto. N il perch della grande guerra che ne gener una seconda, con laggressivit di un colonialismo di cui si scontano ancora oggi gli effetti con lincombere di una terza guerra mondiale a pezzetti, n la effettiva capacit autoregolativa del mercato capitalistico, n lesito delle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione delle donne. In definitiva resta in questione il destino della grande speranza di liberazione che ha percorso a ondate il mondo. Il dialogo di Simone Weil con Marx va alla radice di molti di questi interrogativi. Ne legge gli scritti e il Capitale da adolescente. E subito scriver molto pi tardi alcune lacune e contraddizioni di prima importanza mi saltarono agli occhi. Pensava, quelladolescente, che certamente tanti grandi spiriti che avevano aderito al marxismo le dovevano aver viste e colmate. Ma non era cos. A cominciare da quella per lei pi vistosa, la contraddizione evidente, eclatante, tra il metodo danalisi di Marx e le sue conclusioni. E non c da meravigliarsi: egli infatti, ha elaborato le conclusioni prima del metodo. La pretesa del marxismo di essere una scienza quindi del tutto bizzarra. Ma ci nonostante Simone irresistibilmente attratta, come ipnotizzata dal pensiero e dalla scrittura di Marx. Una immagine descritta nella biografia di Simone Ptrement (La vita di Simone Weil, Adelphi): la Weil, insegnante di filosofia, che durante la ricreazione tra una lezione e laltra notata da un ispettore scolastico seduta in aula, china a leggere Marx. Aveva il volto pieno di macchie di inchiostro. Quando le allieve rientrarono in classe, si sforzarono di far bella figura davanti allispettore per cancellare limpressione sgradevole che poteva aver prodotto laspetto della loro insegnante. Che ammiravano intensamente. Un cuore generoso. Simone stava lavorando alla Riflessione sulle cause della libert e delloppressione sociale, si distaccava dai compagni sindacalisti rivoluzionari, e gi meditava di lasciare la scuola per provare il lavoro in fabbrica (19341935). Che cosa lattraeva dellopera di Marx? La scoperta geniale di un nuovo metodo per lanalisi della societ, con il ruolo fondamentale dei rapporti di forza. E forse ancor pi la spinta etica cos simile alla sua e lindignazione per le sofferenze subite dagli operai. Il suo scrive nellultimo saggio incompiuto che nega lesistenza di una dottrina marxista era un cuore generoso. Lo spettacolo dellingiustizia lo faceva soffrire realmente, si pu anzi dire carnalmente soffrire. Una sofferenza che probabilmente gli avrebbe impedito di vivere, se non avesse potuto credere in un futuro di liberazione. Ecco il motore di quella teoria che pretende di essere scientifica ma indimostrabile secondo la quale il proletariato avrebbe liberato lumanit intera. Ma Marx ripete in tanti passaggi la Weil aveva anche saputo vedere lorigine delloppressione in quelle funzioni del governo dello stato e della produzione apparati repressivi e burocratici, organizzazione di fabbrica, divisione tra lavoro manuale e intellettuale che, dir pi lucidamente Weil, non sono legate direttamente alla propriet. E che infatti si sono tragicamente riprodotte nello stato che aveva abolito la propriet privata dei mezzi di produzione. Uno stato litigher a viso aperto con Trotzky che quindi non poteva pi definirsi operaio. Perch come sottolineano Cigarini e Muraro la vicinanza anche fisica e affettiva della Weil con gli operai, con gli oppressi, rovescia la soggettivazione collettivistica, di classe, del marxismo e delle sue vulgate: noi vogliamo fare dellindividuo, e non della collettivit, il valore supremo, scrive Weil nellarticolo Prospettive (1933). Per cui la subordinazione della societ allindividuo, ecco la definizione della vera democrazia e anche quella del socialismo. Ci sar, nel 38, la svolta religiosa: linsanabile contraddizione tra la necessit che costringe gli uomini, e il bene che gli uomini desiderano ma non sanno riconoscere, colloca lorigine del bene nel soprannaturale. Per Cigarini e Muraro ci pu essere una risposta politica diversa: il potere simbolico della parola pu cambiare i rapporti di forza in relazioni in cui scorra un filo di libert. Simone comunque non interruppe mai il confronto con Marx: tra le sue carte forse lultimissimo appunto recita Se Marx avesse saputo Angoscia; Marx e Platone. Del resto aveva indicato, anni prima, i rari uomini che cercano di conoscere il bene assoluto: spiriti di diversissimo valore, quali Platone, Pascal e, per quanto possa sembrare strano, Marx.
 
 
 
 
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