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Pazzi scatenati. Usi e abusi dell'editoria   € 14,00
 
  Federico Di Vita
       
 
 
 
ISBN   9788890644030
     
Editore   Tic
   
Genere   Industria editoriale
     
Pubblicazione   2015
     
Disponibilità   In commercio, reperibilità non immediata

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  La nuova edizione di "Pazzi scatenati" accelera il processo del disincanto di aspiranti addetti ai lavori, mormora all'orecchio cosa dice il vicino e nutre il pettegolezzo, spiega perché scrivere meglio di Faletti non paga mai, soprattutto se non si è Faletti. In omaggio il tassello dell'editoria, per costruire il grande puzzle dello stivale alla deriva.
       
Recensione a cura di: Tic Edizioni
MASSIMILIANO PARENTE, "IL GIORNALE": "Se volete lavorare in una casa editrice tutto quello che c'è da sapere sulla piccola editoria italiana ve lo rivela un libro di Federico di Vita dalla copertina porno-trash che si intitola 'Pazzi scatenati – usi e abusi dell'editoria' (Tic Edizioni)"

FLORINDA FIAMMA, "ROLLING STONE": "Una macchina infernale che demitizza un'idea romantica dell'editoria. Di Vita, con tanta pazienza e un po' d'ironia, scandaglia i meccanismi del bel mondo editoriale denunciando il clima di dilettantismo dei piccoli e l'arroganza dei grandi"

PAOLO BIANCHI, "LIBERO" "Quando l'autore spiega che aprire un'ennesima casa editrice equivale a mettersi a fabbricare trappole per dodo, non si può dire che non parli chiaro. L'affermazione è motivata da una caterva di dati e testimonianze da far impallidire".


SATISFICTION
http://www.satisfiction.me/pazzi-scatenati-2/

PAZZI SCATENATI
Recensione di Raoul Bruni

Come tutti sanno, è uscito da qualche mese un magistrale volumetto sull'editoria, "L'impronta dell'editore" di Roberto Calasso, la cui pubblicazione ha celebrato i cinquant'anni della casa Adelphi; tuttavia, il libro in questione racconta una magnifica e forse irripetibile eccezione dell'editoria italiana (e non solo).
Ebbene, tutto ciò che rimane fuori dal perimetro del discorso di Calasso ce lo illustra Federico Di Vita in "Pazzi scatenati" (Tic edizioni), succosa e amaramente divertente narrazione-inchiesta che ha per sottotitolo "usi e abusi dell'editoria".

Di Vita conosce bene ciò di cui ha scritto, avendo lavorato per anni, con diverse mansioni (ma sempre rigorosamente gratis), nell'ambito della piccola editoria. In "Pazzi scatenati" si intrecciano le vicende romanzate, ma più che verisimili, di Vero Almont (alter-ego dell'autore), collaboratore di un piccolo editore milanese dal nome già di per sé eloquente, Big Babol, e brani di carattere più giornalistico, sempre ben documentati, incentrati non solo sull'editoria, ma anche sul mondo (sempre più in crisi) delle librerie indipendenti e sul mercato librario in generale (ci sono, ad esempio, pagine molto interessanti sulle conseguenze dell'avvento dell'e-book).
Ciò che rende questo libro attendibile, e quindi scomodo, è il fatto che nel mirino dell'autore non ci sono soltanto i grandi network dell'editoria e del commercio librario ma anche, per l'appunto, i piccoli editori, "Poveracci che sfruttano", "Altri poveracci", come titolano rispettivamente due capitoli del volume.

Negli ultimi anni, in Italia, i piccoli editori sono proliferati in modo impressionante e sconsiderato: per rendersene conto basta leggere l'elenco dei quottrocentotrentuno (sì, proprio quottrocentotrentuno: l'autore, con effetto esilarante, li elenca tutti per filo e per segno) editori che presero parte ad una delle ultime edizioni di Più libri più liberi, la fiera romana dedicata alla piccola e media editoria.
Non bisogna fare certo di tutta l'erba un fascio, ma non c'è alcun dubbio che una parte consistente di questi piccoli (anzi: perlopiù minuscoli) editori si finanzi anche (e soprattutto) chiedendo agli autori un contributo per la pubblicazione e/o sfruttando i propri collaboratori, facendoli lavorare senza alcun tipo di remunerazione; di sicuro i micro-editori non possono andare avanti solo grazie ai ricavati delle vendite dei libri, dal momento che, come riferisce uno dei tanti addetti ai lavori interpellati da Di Vita per il suo libro, "Il novanta per cento dei libri dei piccoli editori è carta da macero, spazzatura. Verranno resi agli editori e questi, se hanno un animo ecologista, li butteranno nella carta riciclata; se sono degli stronzi li butteranno nel secchione e basta".

Ma allora perché i piccoli editori non cessano di incrementare il loro numero, a maggior ragione in un momento di profonda crisi economica qual è quello attuale? Come suggerisce sommessamente Di Vita, "non credo che siano circostanze slegate il continuo fiorire di nuove imprese editoriali (pur in una congiuntura economicamente disperata, e che conta il numero di novità proposte e la loro tiratura in continua discesa negli ultimi dieci anni in Italia) e la concomitante, dolorosa esplosione del precariato nel nostro paese.
Queste aziende hanno trovato a loro disposizione un capitale umano che prima non avevano". In questo senso, "Pazzi scatenati" è un libro che racconta una drammatica realtà sociale che va molto al di là del mondo dell'editoria più o meno piccola: lo sfruttamento del cosiddetto "lavoro cognitivo", ampiamente riscontrabile, per esempio, nel mondo dell'Università, così come in quello del giornalismo.

In Italia, non da oggi, si è affermata l'idea assurda e ingiustificata che il lavoro intellettuale può benissimo non essere remunerato: e sono in molti ad approfittarsi di questa situazione. Non soltanto quei "pazzi scatenati" degli editori.




"PAZZI SCATENATI" DI FEDERICO DI VITA: ANCHE IN EDITORIA QUANDO NON SI HANNO PIù IDEE, SI PASSA AL PORNO
Federica D'Alessio, "Bibliocartina":

Il libro di Federico di Vita "Pazzi scatenati – Usi e abusi dell'editoria" edito da Tic Edizioni nel 2012 è un libro disturbante, dentro e fuori. Perfetto, dunque, per certi versi. Perfezionabile, per altri.
L'autore, romano classe 1982 oggi a Firenze, è uno dei tanti facchini dell'editoria che hanno provato a entrare in questo mondo, sono riusciti più che altro a gironzolarci attorno per un po' in qualità di ultima ruota di un carro in loop.
Diversamente da tante altre ultime ruote del carro, tuttavia, Di Vita ha il pregio di un sano senso di sé e della realtà, dell'autoironia disincantata, non cinica, che lo salva da un atteggiamento rivendicativo o frustrato nei confronti di un mondo che pure, in questo libro, demolisce analiticamente e senza lasciare grossi margini di speranza.
Soprattutto, di Vita ha un talento da scrittore niente male, e se forse inizialmente si guarda un po' di traverso con il suo lettore, un po' per insicurezza un po' per diffidenza, nel corso della narrazione ci fa più amicizia e prende confidenza, guidando chi legge in un viaggio nella perversione del sistema editoria dal quale si esce con le idee più chiare.

Il libro non segue un andamento lineare, è un'inchiesta sullo stato dell'editoria piuttosto aggiornata anche dal punto di vista statistico (la maggior parte dei dati è del 2012) e ricca di interviste ai protagonisti dei diversi settori della filiera: editori, tipografi, distributori, promotori editoriali, redattori, librai; figure in alcuni casi misteriose e in altri inquietanti, ma di Vita è molto capace di tirare fuori succo interessante dai loro racconti, componendo un quadro, surreale perché autentico, di un mestiere – quello del fare libri – che pagina dopo pagina appare sempre più alla deriva.

L'apoteosi, la dimostrazione perfetta di questa deriva, che forse magicamente è anche l'indicazione della strada maestra da seguire per ritrovare la navigazione, è nel capitolo principe del sotto-libro di cui è inframmezzato il libro principale, e dedicato al racconto del redattore precario (alias Agente segreto Vero Almont, inviato della CIA nell'incomprensibile mondo dell'editoria italiana) in missione con l'amico a Shlomo presso la realmente esistente Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi di Roma, edizione 2010.
L'esilarante viaggio dei due fra i titoli esposti negli stand della Fiera (impossibile elencarli qui, metterne uno sarebbe fare torto a un altro) causerà, se vi trovate in pubblico, risate talmente fragorose che abbinate all'inguardabile copertina del libro, che vedete in foto, potrebbero procurare non pochi imbarazzi e problemi al lettore.

Ma è stato proprio in questo capitolo che finalmente, l'odiata e fino a quel momento incompresa copertina ha trovato in chi vi scrive un suo senso: i contenuti dell'industria editoriale italiana, ciò di cui si parla, il motivo fondamentale per cui si leggono libri, sono talmente ripetitivi, autocentrati, banali, assurdi, poveri, sono talmente tanto lo specchio della miseria culturale in cui è precipitato questo paese, che ormai si può parlare solo di pornografia, il grado zero della fantasia nell'industria del piacere, l'immagine meccanica del sesso, un cilindro che fa su e giù dentro un buco e questo è tutto.
L'editoria italiana sta morendo di accumulo pornografico di libri usa e getta, di prodotti da consumo e da bidone. Non necessariamente perché fatti male ma perché tutti uguali, tutti fermi, tutti ripetizione gli uni degli altri, nei contenuti, nei titoli, nelle copertine, nelle tempistiche, in tutto.
Dov'è la creatività, la fantasia, la ricerca, dov'è lo stimolo, la curiosità? Non è vero che manca ovunque, ci sono editori che sanno fare effettivamente il loro mestiere, e le interviste pubblicate a molti di loro nel libro sono di grande interesse.

Ma fa benissimo di Vita a puntare lo sguardo sull'editoria come ecosistema, come settore nel suo insieme, e il settore è veramente troppo pieno di editori (e attorno a loro professionisti di ogni tipo) che di libri tirano a campare, sì, ma non ci campano e se ci campano, non è un bel vivere.
Editori che se hanno creatività non hanno soldi, se hanno soldi non hanno spirito né preparazione imprenditoriale, se hanno spirito o preparazione imprenditoriale, comunque non la usano per valorizzare la professionalità di chi collabora con loro.
I professionisti del "ma chi te lo fa fare", e i libri del "ma chi te lo fa fare" (per un motivo o per un altro) sono decisamente troppi e stanno facendo male a tutto il settore, e in primis ai lettori invasi dalla pornografia libresca, da titoli indistinguibili l'uno dall'altro, indigesti a guardarli, tutti insieme (alzi la mano chi non ha provato negli ultimi anni almeno una volta un senso di nausea, trascorrendo troppo tempo in una grossa libreria).
L'editoria attuale sta morendo di questo: di logica pornografica.
Forse allora, viene da pensare: potrà salvarla l'erotismo? Non certo come ultimo genere letterario da spolpare, ma forse sì, come orientamento dei sensi e delle facoltà nella ricerca del piacere che la lettura può dare. Piacere che come tutti i piaceri, quando si fa eccessivo può ingenerare nausea.

Sul resto: per conoscere dati, considerazioni, parole, nomi, giudizi, il consiglio per chi non lo abbia già fatto è di leggere il libro. Confusionario anche in certi casi, in altri forse ammiccante per timidezza, ma poi però pungente.

Un'opera interessante e molto utile nel complesso, e peraltro perfettamente redatta (non abbiamo trovato neanche un mezzo refuso) alla quale ci sentiamo di offrire una serie di considerazioni finali che più che critiche, sono forse consigli per una eventuale terza edizione del libro (che auspichiamo, possibilmente con la stessa casa editrice, anche perché tutti gli accenni a prima edizione con una, e seconda edizione con l'altra, non sono chiarissimi e ogni tanto ingenerano un po' di confusione nel lettore). Speriamo siano graditi.

Sulla copertina e quarta di copertina ecc.: una volta compreso il senso, come dicevamo più su (o almeno ci auguriamo di averlo compreso), una foto di quel tenore può andar bene, ma tante immagini risultano un po' disturbanti, o almeno lo sono risultate, all'occhio della sottoscritta (che più di una volta si è trovata a dover nascondere la copertina sotto magliette, quaderni ecc. per evitare di dare spiegazioni).
Certo dipende dal lettore, però in parte, almeno finché non si fa amicizia con l'autore e la sua scrittura non ci prende – come dicevamo sempre più su – questa copertina non crea certo un moto d'attrazione verso il libro, neanche quando lo si ha già in casa.
Il sotto-libro di Vero Almont e il libro, frammentati, ci mettono un po' a entrare con fluidità nella testa di chi legge. Probabilmente riunirli, e dedicare metà libro all'inchiesta e metà alla narrazione sarebbe stata una scelta più felice, anche per rendere più giustizia alle evidenti qualità autoriali di Federico di Vita.
Infine, ci auguriamo che l'autore scriva presto un seguito di questa inchiesta per addentrarsi nell'anello più fragile della catena: gli autori. Perch[ se è vero che gli editori la pubblicano, è pure vero che c'è chi la spazzatura la scrive, la inventa, e sono sempre di più. Forse è davvero arrivato il momento di chiedere loro: "perché lo fai?".

Note sul libro e sulla recensione: Con questa recensione inauguriamo una nuova rubrica di Bibliocartina intitolata "Libri su libri": recensiremo, in modo del tutto aperiodico e casuale, libri di ogni genere che trattino a loro volta di libri, secondo nostra preferenza. Ne abbiamo già da smaltire tantissimi, ma se ci sono editori o autori interessati a farcene recensire altri, possono contattarci all'indirizzo della redazione.
Il libro qui recensito ci è stato inviato diversi mesi fa dalla casa editrice, affinché ne potessimo scrivere. Alcuni ultimamente si sono posti la domanda se la pratica di ricevere i libri dagli editori sia corretta o meno. Bibliocartina la ritiene ineccepibile in quanto tale: non è il fatto di ricevere gratis un libro che condiziona la recensione, casomai lo è l'indipendenza di pensiero e l'onestà intellettuale di chi scrive. In questo caso specifico ci sentiamo anzi in dovere di scusarci con l'editore e con l'autore, perché abbiamo impiegato un tempo molto superiore al previsto per leggere il libro (e non solo a causa della copertina!).

"Pazzi scatenati – usi e abusi dell'editoria", di Federico di Vita, Tic Edizioni, Roma, 2012, prezzo 14 euro. Consigliato: sì.
Recensione di: Federica D'Alessio Pazzi scatenati
Usi e abusi dell'editoria
SCHEDA
Compaiono intervistati i seguenti personaggi della scena editoriale (qui in ordine alfabetico):
gli editori: Raffaello Avanzini (Newton Compton); Marco Cassini (minimum fax); Giovanni Carletti (Laterza – Contromano); Marco Zapparoli (Marcos y Marcos); Lorenzo Ribaldi (laNuovafrontiera).
I promotori: Pasquale Colaps (ex PDE).
I librai: Alessandro Alessandroni (libreria Altroquando); Leonardo Giulioni (fu libreria Bibli); Giorgio Pignotti (libreria Rinascita di Ascoli, inventore del gestionale per librerie MacBOOK).
Tra gli esperti di editoria digitale: Luca Calcinai (fondatore di eBook Club Italia e inventore di Writer2ePub); Gino Roncaglia (saggista, presso l'università della Tuscia insegna Informatica applicata alle discipline umanistiche e Applicazioni della multimedialità alla trasmissione delle conoscenze).
L'agente letterario: Stefano Tettamanti (Grandi & Associati); il tipografo: Roberto Iacobelli (tipografo); il distributore: Gianlorenzo Mancini (Medialibri Diffusione); il critico letterario Guido Vitiello ("Il Foglio", "Internazionale", il mensile "IL" del "Sole 24 Ore"). E tanti altri protagonisti, molti dei quali hanno chiesto di rimanere anonimi...


Una nuova edizione di Pazzi scatenati, una versione interamente riscritta e integrata con altri capitoli, edita da Tic Edizioni. La passione di Federico di Vita per i libri e la loro genesi diventa parte di una storia più grande, contemporanea. Un romanzo, un'inchiesta vera, una fotografia della realtà, un saggio, un reportage narrativo, un manuale utile per tutti coloro che intendono accostarsi al mondo dell'editoria o che già ne fanno parte.

Dopo aver collezionato una lunga serie di esperienze nelle case editrici, Federico di Vita ha deciso di ripercorrere i suoi stessi passi, tornando nei luoghi, conversando con addetti ai lavori, restituendo uno sguardo personale autentico e reale sui meccanismi interni del mondo editoriale. Cos'è la "catena della morte", e-book e Internet, modelli informatizzati per una "nuova" gestione dei libri, considerazioni e analisi sulla mancanza di preparazione di alcuni editori e sullo sfruttamento di interi eserciti di stagisti, sull?editoria a pagamento, sulla dignità dei testi e il loro diritto alla pubblicazione.

Editori, editor, redattori, tipografi; responsabili dell'ufficio stampa, del commerciale e dei diritti; tipografi, distributori, promotori, grossisti e librai; critici e agenti letterari. Interviste e testimonianze dei protagonisti della filiera, raccolte dentro lo spazio complicato che separa – il più delle volte allontana – i libri dalle mani dei lettori. Pazzi scatenati svela per la prima volta i retroscena sugli usi e gli abusi del fascinoso mondo dell'editoria.

FEDERICO DI VITA è nato nel 1982. Negli ultimi cinque anni ha lavorato per due sedicenti editori, per un negozio di cianfrusaglie e infine per una libreria. Il suo biografo ritiene che in Pazzi scatenati si parli di tutto ciò, per questo è stato querelato: l?interpretazione era troppo audace, e poi "lavorato", in certi ambienti, è un'offesa a cui proprio non si può passare sopra.


 
 
 
 
Ilaria Giannini,Federico Di Vita

TRENI NON ESPLODONO


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Federico Di Vita

Pazzi scatenati. Usi e abusi dell'editoria italiana


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Federico Di Vita

Cronache da Siviglia


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