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Non c'è nessun Dio quassù. L'autobiografia del primo uomo a volare nella spazio   15,00
 
  Jurij A. Gagarin
       
 
ISBN   9788867180738
     
Editore   Red Star Press
   
Collana   Tutte le strade
     
Genere   Astronautica
     
Pubblicazione   2015
     
Disponibilità   In commercio, di facile reperibilità

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  "Pojechali", cio, in russo, "andiamo". Fu questa l'ultima parola pronunciata da Jurij Gagarin il 12 aprile del 1961. Poi ci fu tempo soltanto per i reattori del Vostok 1, l'astronave che avrebbe consentito al ventisettenne Gagarin di compiere un'impresa mai tentata prima: raggiungere lo spazio e riuscire a vedere la Terra dalla Luna. Tutto il mondo rest allora con il fiato sospeso, come dubitando che il figlio di un carpentiere potesse compiere una simile missione. C'era in gioco, in quel momento, il senso stesso della Rivoluzione d'Ottobre: un'aspirazione alla giustizia e all'uguaglianza che Gagarin racconta attraverso la sua vita, dall'infanzia, trascorsa al tempo della resistenza contro l'invasore nazista e alla vittoria della "grande guerra patriottica", fino all'addestramento riservato ai piloti dell'aeronautica, passando per la vita nel colcos e per gli studi preliminari all'ammissione nel Partito comunista. Una grande avventura dove in primo piano c' l'uomo, le sue aspirazioni e i suoi sogni. Perch quello che certo che Jurij Gagarin riusc a trovare la via del cosmo, riportando dalle orbite frasi destinate a restare famose per sempre: "Non c' nessun Dio quass".
       
Recensione a cura di: Red Star Press Jurij Gagarin, volando nel cosmo come un'icona pop Giuseppe Bottero (Tuttolibri, La Stampa, 7/6/2013) Poechali?, andiamo? l'ultima parola pronunciata da Jurij Gagarin prima di volare nello spazio. Parte da qui l'autobiografia dell'astronauta russo che il 12 aprile del 1961, a ventisette anni, trova la via del cosmo spinto dai reattori del "Vostok 1". E' figlio di un carpentiere, Jurij, ma affamato di scienza e ideologia. E nelle sue memorie, riportate in libreria dalla piccola e battagliera "Red Star Press", ripercorre l'infanzia in collettivit sotto la minaccia del nazismo, la resistenza e la "vittoria nella grande guerra patriottica". Trasudano fatica e sapore d'acciaio, le parole di Gagarin: "Aspiravamo alla giustizia e all'uguaglianza". Ma il giovane Jurij aspirava, soprattutto, ad entrare nell'aeronautica. Una percorso fatto di addestramento durissimo, selezioni impossibili. Studi per superare l'ammissione nel Partito comunista. Poi il volo, e la Terra, gi in basso. "Da quass bellissima, senza frontiere n confini" annota il cosmonauta. Quasi una sfida. "Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla". Gagarin, nello scatto di copertina, ha lo sguardo gelato. Un gelo che lo accompagner per tutta la vita, brevissima. La sua fine inizia l'ultimo giorno della missione. Sulla Terra, le prime persone che incontra sono un gruppo di contadini: "Quando mi videro con la mia tuta spaziale trascinando il paracadute quando camminavo, iniziarono ad indietreggiare impauriti. Dissi loro di non spaventarsi, che ero un sovietico come loro, tornato dallo spazio e che doveva trovare un telefono per chiamare Mosca". Poi la morte, che - beffarda - lo sorprende in volo. E il mito, prima in Unione Sovietica e poi nel resto del mondo. L'uomo d'acciaio diventa icona pop. L'uomo semplice, un simbolo di grandezza. Ora, torna in primo piano il ragazzino Jurij. Senza spillette, senza uniforme. Con un tarlo mai dichiarato, che risolve soltanto il viaggio spaziale: "Non c' nessun Dio quass".
 
 
 
 
Vladimir Lebedev,Jurij A. Gagarin

Quello che ho visto nello spazio. Psicologia e cosmo nell'esperienza del primo uomo a volare tra le stelle


Red Star Press
2016

16,00

In commercio, di facile reperibilità
 
 
Jurij A. Gagarin

via del cosmo. Sputnik, Lunik, Vostok: l'assalto sovietico al cielo (La)


PGRECO mimesis
2013

14,00

In commercio, di facile reperibilità